Classic Book tag

Ciao a tutti! Stamattina mi sono imbattuta in un altro tag molto carino, riguardante i libri classici. Si chiama Classic Book Tag!

Classic book

Cominciamo subito:

Un classico che piace a tutti ma a te no

So già che rispondendo a questa domanda mi farò dei nemici, ma è più forte di me.. Si tratta de Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Ho letto la versione per le scuole medie, integrale ma con commento e analisi alla fine di ogni capitolo. Confesso che senza quelle pagine di commento non avrei capito molti dei significati nascosti di quel libro. A prescindere da questi, mi è sembrato un libro banale, con riflessioni banali, espressioni banali, che ormai vengono riportate in ogni dove. Mi chiedo quante di quelle persone che citano le frasi del libro abbiano capito il vero senso dell’autore, il significato nascosto. Penso che non dovrebbe essere venduto senza l’analisi. Soprattutto non capisco come lo si possa definire un libro per bambini.

Periodo storico preferito di cui leggere

Aggiungo anche il luogo: Londra dell’800. Un momento d’oro per Londra, in piena espansione. Ma anche un momento in cui il divario tra povertà e ricchezza si fa sempre più netto, con problematiche sociali importanti.

Fiaba preferita

Pinocchio. Ho letto più volte che si può considerare un romanzo per adulti, con ripetute allegorie della società moderna, collocata nel periodo di riferimento. Una lotta tra quello che si vuole fare e quello che andrebbe fatto, all’interno di una società (così come Pinocchio disubbidisce al babbo). Poi ha un incipit stupendo:

C’era una volta…

– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Il classico che ti imbarazza non avere ancora letto

Cent’ani di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. Non l’ho ancora letto non per chissà quali motivi, anzi, è già presente da diversi anni nella mia libreria. Mi sembra sempre che non sia il momento giusto: vi capita anche a voi? Spero di rimediare al più presto!

Cinque classici che leggerai presto

Il libro di cui sopra;

Il nome della rosa di Umberto Eco: mi è stato imposto in seconda liceo, e l’ho abbandonato dopo poche pagine. Eppure già allora la storia mi interessava. Semplicemente trovavo assurdo che qualcuno dovesse dirmi cosa leggere, quando avevo già scelto i libri da leggere per le vacanze. Ora lo riprendo in mano di mia iniziativa.

Il dottor Živago di Boris Pasternak: sono anni che mio padre mi dice che devo leggerlo. So che parla di un’amore, e io ho un debole per  le storie d’amore..

Il giocatore di Fëdor Dostoevskij: l’ho ricevuto in regalo da una persona che conosce il mio amore per questo autore. E’ un libro quindi che per me vale doppio.

Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald: quando ho seguito il corso per diventare editor questo libro era spesso citato, per l’abilità dello scrittore. Un punto di riferimento per imparare a leggere (bene) e scrivere. Voglio leggerlo con nuova consapevolezza.

Nella foto vi mostro la mia copia del libro del mio professore del corso di editor, dove viene appunto usato questo classico per imparare i trucchi del mestiere.. Ve lo consiglio!

Il grande Gatsby

 

Miglior libro/serie tv moderna basati su un classico

A me è piaciuto molto Elisa di Rivombrosa, ispirato al libro Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson. Non amo molto le serie tv italiane, ma credo che questa abbia bravissimi attori (Jane Alexander, Luca Ward, Alessandro Preziosi , Vittoria Puccini) e che sia stata realizzata bene, in luoghi molto belli (tra cui la Palazzina di caccia di Stupinigi).

Peggior film tratto da un classico

Alice in wonderland. Il film è uscito nel 2010 e ho avuto il (dis)piacere di vederlo al cinema in 3d (e qui mi piacerebbe aprire una parentesi sulla qualità pessima del 3d del cinema: dopo dieci minuti avevo la nausea). L’attrice manco la ricordo da quanto era anonima, e la storia scorreva piatta e senza sorprese. Non parlo di sorprese nell’intreccio, ma da come era stato presentato, mi aspettavo grandi cose.

Alice-in-Wonderland

Edizioni preferite

Quando lavoravo alla “Libreria dei Ragazzi” ho scoperto la collana “Biblioteca dei miei ragazzi” di Salani. Questa collana è composta da 98 libri pubblicati da Salani fra il 1931 e il 1955. Allora erano proprio oggetti di culto: si collezionavano e si aspettava con ansia l’uscita successiva.

Sono stati ristampati numerosi titoli della raccolta originale, riproducendo fedelmente sia il testo (carattere compreso) sia la copertina. Mi piace molto l’idea che abbia tra le mani un classico in tutto e per tutto. In un momento in cui tutto sta diventando digitale, è bello vedere libri capaci di raccontarti una storia solo prendendoli in mano, senza nemmeno aprirli.

“Otto giorni in una soffitta”, un libro pubblicato in questa collana nel 1931.

Un classico sottovalutato che consigli

Ne vorrei segnalare due. Il primo sono Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain: una storia di amicizia, ma anche di coraggio e lealtà. Valori sempre attuali. Inoltre è in parte autobiografico, si può capire molto della vita dell’autore.

Il secondo è Il giornalino di Giamburrasca di Vamba: un umorismo sottile, difficile, da elaborare. Scritto sotto forma di diario, l’autore ci presenta quindi il personalissimo punto di vista del protagonista. Nonostante sia un bambino vivace e irrequieto, i suoi dispetti portano spesso a rivelazioni scomode. Per questo non si può non provare simpatia per Giamburrasca, capace di piccole e grandi azioni: la pappa con il pomodoro diventa il simbolo delle sue marachelle, che, in base a chi le subisce, diventano disgrazie o gesti eroici (celebre la canzonetta presente nella trasposizione cinematografica interpretata da Rita Pavone).

Infine, vorrei aggiungere un’ultima domanda: qual è il tuo classico preferito?

So bene che è come scegliere tra cioccolato al latte o fondente (io mangio prima uno e poi l’altro, e pure quello bianco se mi capita), ma un classico che porto nel cuore è Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson. L’ho letto alle medie, un’età in cui si fa fatica a capire molte cose. Ma era ben espresso il concetto di bene e male, e sono rimasta davvero a bocca aperta per la capacità di tramandare sensazioni e messaggi attraverso un libro. Avevo scoperto l’acqua calda, sebbene pochissimi altri autori mi hanno rapito come questo. Nel libro si passa dal bene al male senza sfumature, in modo netto ed estremo. I due concetti sono appunto rappresentati da due persone, ma penso che ognuno di noi sia un po’ Jeckyll e un po’ Hide (e quando mi accorgo che a casa è finita la cioccolata, è meglio starmi lontano). Davvero un libro molto profondo.

Cosa ne pensate? Vorrei tanto leggere le vostre risposte..

Giovanna

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3 thoughts on “Classic Book tag

  1. Classico che non mi è piaciuto: Il giovane Holden. Mi sembrava forzato e poco attuale 16 anni fa, figuriamoci a un adolescente di oggi…

    Classico preferito: Cent’anni di solitudine. Giovanna muovi il tuo culone e leggilo! Dai che voglio la recensione! 😀

    Classico sottovalutato che mi fa venire gli occhi a cuoricino: Jurassic Park. Non è solo una storia per bambini che si esaltano a vedere i dinosauri, ma…
    – ci sono i dinosauri (ok, lo ammetto, saranno sempre i miei animali preferiti <3)
    – la trama è avvincente e paradossalmente realistica perchè è ricca di svolte ma senza assurdi colpi di scena hollywoodiani (oddio, chi sarà mai il cattivo? Lo scopriamo a pagina 4). Idem i personaggi: gli scienziati non sono nè Sheldon Cooper nè Tony Stark, i "cattivi" non passano il tempo a fare "muahahahahahah!"
    – trovo geniale l'idea di inserire dati, grafici, screenshot dei pc dei ricercatori, iterazioni dei frattali: si rompe lo schema del racconto unilaterale, il lettore già pratico si trova a suo agissimo, quello profano respira la vera atmosfera da laboratorio. E poi, a vedere quelle immagini in 8 bit, a chi usava un pc negli anni '90 sembra di tornare bambino…
    – per la gente "seria", contiene la miglior riflessione sull'etica nella scienza che abbia mai letto (basti pensare che il dibattito sulle staminali, sui finanziamenti alla ricerca, sulla destinazione degli embrioni, sui limiti che la scienza deve o non deve avere ecc è ancora attualissima)
    – ci sono i dinosauri
    Se poi obbietti che non è un classico, ti invito a fare un giro a ingegneria: fra Jurassic Park e Guerra e Pace, non so quale sia il più conosciuto… Quindi, come sopra, MUOVI IL TUO CULONE E LEGGILO! ❤

    Nota per non spezzarti il cuore: Il dottor Zivago NON è una storia d'amore!

      1. E comunque, sull’ultimo numero de “la Lettura”, l’inserto domenicale dove la tua testimone scrive e che ti sei dimenticata di prendere, Antonio D’Orrico parla dell’amore tra Lara e Zivago.. A me basta questo per definirla una storia d’amore.. 🙂

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