Vincenza Alfano – Balla solo per me

Ciao a tutti! Oggi vi presento un libro recente, che mi è piaciuto molto.

Si tratta di Balla solo per me, di Vincenza Alfano. È pubblicato da Giulio Perrone Editore, ha 160 pagine e costa 14 euro.

La mia copia
La mia copia

Cerco di non perdermi nemmeno un romanzo dove è presente la danza, sia da usare come argomento nella mia rubrica settimanale su “la Lettura”, sia per interesse personale. Amo tantissimo la danza e sono sempre curiosa di vedere che ruolo possa avere in un romanzo. Infatti di questo libro ne parlo su “la Lettura” del 14 febbraio scorso.

La storia raccontata da Vincenza Alfano si svolge a Napoli: il San Carlo sta per riaprire dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Il balletto di apertura è Coppelia. Per chi non conosce il balletto: la protagonista è Swanilda, giovane ragazza che abita vicino al Dottor Coppelius, che ha una bottega di invenzioni al limite della magia. Proprio a casa del dottor Coppelius viene notata una ragazza. Tutti pensano sia sua figlia, che nessuno ha mai visto. In realtà è Coppelia, una bambola. Swanilda prova molta invidia per lei, che risulta bella e affascinante come una ragazza vera.

Alexandra Kochis as Swanhilda and Stephen Hadala as Dr. Coppelius in Coppelia, 2012. Photo by Rich Sofranko.
Alexandra Kochis in Swanhilda and Stephen Hadala in Dr. Coppelius in Coppelia, 2012.
Foto di Rich Sofranko.

E come nel balletto, Laura, la protagonista del libro, si troverà a indossare i panni di entrambe: di Swanilda, animata dall’invidia, e di Coppelia, la bambola, animata dal senso di impotenza di fronte alla vita, alle cose che succedono, che osserva dalla sua poltrona. Laura infatti ama Giovanni, un uomo sposato, che le concede i ritagli di tempo. Lui ha una famiglia, due figli, una quotidianità comoda e confortevole, che ha la priorità su tutto, nonostante non faccia altro che pensare a Laura.

Laura invece è una ballerina di successo, ammirata da tante persone, ma di fatto sola. Vive nell’attesa di rivedere Giovanni, anche solo per il tempo di un caffè. La danza l’aiuta a non pensare: al fatto che è sola, ai giorni che mancano prima di rivedere Giovanni, alla sua vita frenetica e vuota.

Giovanni sa che non sarà per sempre così, che prima o poi dovrà decidere tra le due donne, ma sembra sempre il momento sbagliato. O forse, spera che quest’equilibrio, faticosamente creato, possa reggere per sempre.

Sarà un avvenimento più grande di lui a metterlo di fronte alla realtà, e si ritroverà a subire delle scelte, invece di farle. L’epilogo, inatteso ma estremamente soddisfacente, è un insegnamento non solo per Giovanni, ma per tutti i lettori.

Sulla trama non posso dire altro, per evitare lo spoiler (odioso e inutile), quindi non posso nemmeno fare commenti sulla storia o sull’intreccio.

Quello che posso dire però è che questo è uno di quei – rari – libri che sembrano una poesia ben scritta, a prescindere dalla storia. Sarebbe riduttivo parlare di stile, che comunque è una parola che odio: è qualcosa che va oltre. È un modo di narrare melodico e ipnotico, va di pari passo con la storia: non saprei dire se le pagine vengono girate dalla storia o dal canto della sirena, che in questo caso è la bella scrittrice. Il risultato però è quello: c’è da legarsi pur di non proseguire con la lettura! 🙂

Ecco l'autrice, la nostra sirena di Ulisse!
Ecco l’autrice, la nostra sirena di Ulisse!

Questo è anche uno di quei – ancor più rari – libri con diversi punti di vista ben inseriti. In generale usare più di un punto di vista è una scelta difficile, azzardata, tipica degli esordienti che vogliono dare completezza al loro lavoro (salvo poi presentare un romanzo scorrevole come la Salerno-Reggio Calabria). Spesso i capitoli iniziano proprio con il nome del personaggio di turno, proprio per cercare di mettere chiarezza a una narrazione già di suo complicata.

Beh, come dicevo prima, il libro scorre soave e armonioso come il canto delle sirene, e il passaggio dai diversi punti di vista è naturale e per niente distruttivo. Infatti non sono presenti i nomi dei personaggi all’inizio di ogni capitolo, ma dei discreti, sobri, numeri. L’unico elemento che si nota è il carattere corsivo per il personaggio di Laura: le sue pagine sono scritte in corsivo, e a livello grafico ricordano molto delle lettere. Non a caso è il personaggio più intimo, più forte e più dinamico in tutto il libro. La sua evoluzione è percepibile e, proprio come sul palco del San Carlo, gli occhi sono tutti per lei. Gli occhi degli spettatori, e quelli dei lettori.

Un piccolo gioiello, insomma, dedicato a chi considera i libri dei piccoli lussi da concedersi per migliorare la propria vita, anche solo per un istante. Anche solo per un battito di ciglia di Laura, la ballerina che interpreta la bambola dagli occhi di smalto.

Vi lascio con la pagina Facebook dedicata al libro: https://www.facebook.com/Balla-solo-per-me-158652781175527/?notif_t=fbpage_fan_invite

Giovanna

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2 thoughts on “Vincenza Alfano – Balla solo per me

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