Roberto Bertinetti – L’isola delle donne

Recensione di Alessandra Nofi

Mi aspettavo di entrare in un’isola abitata da nove personalità miscibili, invece ho attraversato un intero arcipelago di nove isole diverse, ognuna delle quali è presieduta da figure ben distinte tra loro.

Roberto Bertinetti è un professore universitario di letteratura inglese, per questo conosce bene le donne che descrive e ne propone un ampio ritratto, non solo individuale, ma sociale, andando a ricostruire una linea del tempo che procede in modo frammentario dal 1533 ad oggi.

Si parte dalla nascita di Elisabetta I, figlia illegittima di Enrico VIII ed Anna Bolena; la cosiddetta regina Vergine, dietro cui si è costruito il mito dell’età d’oro d’Inghilterra e alla quale sono legate altre personalità femminili: Maria Tudor, detta la Sanguinaria e Maria Stuarda.

Da qui c’è un balzo temporale che ci trascina al 1800, età in cui spicca la giovane Vittoria, che sale al trono a soli diciotto anni e governa fino alla sua morte. Si parla di epoca vittoriana in quanto il suo regno dura quasi quarant’anni ed essa diventa perciò simbolo di fertilità e prosperità.

Bertinetti compie anche salti tematici spostandosi verso la politica e presentando Margaret Tatcher, primo ministro britannico, conosciuta come “the Iron Lady” e verso la letteratura, soffermandosi su Jane Austen e Virginia Woolf, che hanno sovvertito la visione del romanzo della loro rispettiva epoca, ed Agatha Christie, regina del Giallo. Basti pensare ai grandi personaggi che hanno creato. Chiunque, credo, ha desiderato almeno una volta di vestire i panni di Elizabeth Bennet per ballare con Mr Darcy, o partecipare ad una delle feste della signora Dalloway! Chi non vorrebbe, invece, investigare con Miss Marple o Poirot!

C’è poi Lady Diana, consorte del principe Carlo, che ha fatto tanto parlare di sé per la separazione con quest’ultimo e per la sua tragica morte. Tuttavia ancora oggi è considerata un’icona di stile ed eleganza. È così che compaiono anche Mary Quant, la stilista inventrice della minigonna e Vivienne Westwood, che ha introdotto il genere punk nella moda.

Dopo un breve excursus, se dovessi riunire queste nove figure sotto un unico filo conduttore, sarebbe: “Rivoluzione”. È sicuramente un aspetto che Roberto Bertinetti ha dovuto tenere presente: queste donne sono state e sono rivoluzionarie, ma non vengono descritte solo come immagini pubbliche, emblemi di forza e determinazione. Emerge soprattutto la loro vita privata, fatta di debolezze e sensibilità, ed è ciò che forse, le ha portate al successo: il saper dosare le due parti per costituire un “intero”.

Lo stile di Bertinetti non è semplice, seppure si destreggia facilmente negli eventi storici che riporta. Non consiglio questo libro a tutti perché:

  • È un saggio, e il genere può non piacere.
  • Essendo un saggio può essere di difficile comprensione per chi vuole approcciarsi a queste personalità per la prima volta, dato che vengono usati termini più ricercati, o inerenti al settore di cui si parla.
  • A volte si nominano altri personaggi dando per scontato che il lettore li conosca.

Lo consiglio a:

  • Chi vuole approfondire queste figure o la storia dell’Inghilterra o chi ne è affascinato. La lettura può risultare più gradevole.

Do a questo libro tre stelline e mezzo su cinque perché una volta terminato sono stata appagata dai contenuti, per cui lo ritengo uno scritto esaustivo, ma la forma non è molto scorrevole, i capitoli sono lunghi circa una quarantina di pagine e ahimè, la tentazione di abbandonarli a metà c’è stata!

Tuttavia, non fatevi scoraggiare, perché ne vale la pena!

Dettagli prodotto

  • Copertina rigida: 352 pagine
  • Editore: Bompiani (6 settembre 2017)
  • Collana: PasSaggi
  • Lingua: Italiano

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