Lezione 3 – La trama

Ciao! Mi scuso per aver saltato una settimana, ma ho avuto molto lavoro: per farmi perdonare, per voi un bel post ricco! Vi verrà una irrefrenabile voglia di mettervi al lavoro!

Oggi parleremo delle fondamenta: se con l’incipit avete scavato la buca, ora si tratta di costruire i piloni portanti del vostro romanzo. Come ben sapete io non sono architetto, ma trovo che il paragone con una casa in costruzione calzi a pennello.. 😊Parleremo della trama.

Il paragone mi piace anche perché mette in luce un fatto che spesso si ignora, quando si inizia a scrivere: la trama deve essere pianificata e costruita prima di mettersi a scrivere, altrimenti sarebbe come costruire una casa senza le fondamenta. Anche in questo caso, sento spesso racconti di persone che dicono di sedersi e lasciare che sia la storia a guidare loro: senza le idee chiare su cosa succederà, si andrà avanti poco, o si creerà un testo che non è un romanzo, ma qualcosa di astratto, descrittivo. Non avete idea di quanti manoscritti io riceva da valutare dove si vede chiaramente la mancanza di struttura, che si basano su un’idea. Le mie schede di valutazione in questo caso iniziano con “è il classico testo che si basa su un’idea”, e finiscono con una bella stroncatura. Per quanto uno possa scrivere bene, per quanto possa essere piacevole la sua scrittura, ci deve essere dietro una struttura, sennò il lettore vi abbandonerà dopo poche pagine.

Mettersi a scrivere senza avere idea cosa scrivere può essere un esercizio, un passatempo, un modo per esercitare alcuni aspetti della scrittura, ma non una strategia.

Da cosa cominciare per costruire una trama? Provate a prendere spunto dal vostro libro preferito: cosa succede? Non sono un’indovina, ma posso scommettere quello che volete che il protagonista dovrà affrontare delle difficoltà. Il trucco di un buon romanzo ruota attorno quindi a due cose: personaggi e difficoltà da superare. A voi potrà sembrare che stia banalizzando, ma è davvero tutto qui. E se avete le idee chiare su chi sia il vostro protagonista e che tipo di problemi dovrà risolvere, siete veramente a buon punto. Come passare dalla teoria alla pratica?

Un primo approccio, molto semplice, consiste nel rispondere a cinque domande fondamentali, su cui si basa anche tutto il giornalismo: chi? Cosa? Dove? Quando? Perché?

Chi: ovvero il protagonista e i personaggi fondamentali. Sarà lui a tirare la trama, rendendola inevitabilmente legata a lui. In un romanzo ben costruito, si fa fatica a separare la trama dal personaggio.

Cosa: cosa succede? Qual è l’elemento, l’avvenimento, il problema che dovrà risolvere? I fatti narrati porteranno verso il climax, ovvero il momento della verità: qui la tensione è al massimo, e si scenderà verso una risoluzione del problema (in gergo tecnico, dénouement). Potrà anche risolversi in maniera negativa, ma i fatti narrati devono portare verso una conclusione.

Dove e quando: ovvero il luogo e il tempo. Servono per contestualizzare la storia, renderla maggiormente immaginabile, coinvolgente.

Perché: è la domanda più importante dato che racchiude la motivazione dell’autore. Come già detto, si scrive perché si ha qualcosa da dire, e soltanto una motivazione profonda farà evolvere i personaggi e riflettere il lettore.

Provate a rispondere a queste domande, e avrete un primo quadro – molto abbozzato – del vostro romanzo.

Volendo darvi invece un aiuto molto più pratico vi parlerò del metodo del fiocco di neve: è un metodo creato da Randy Ingermanson, romanziere pluripremiato. Ovviamente è un metodo tra tanti, e secondo me non esiste un metodo universale adatto a tutti. Anzi, sono convinta che ognuno di noi probabilmente potrebbe creare un metodo sulla base della propria esperienza. Però so che tantissime persone fanno fatica a superare la pagina bianca, so che tantissime persone hanno paura dell’impresa che vorrebbero compiere, quindi un metodo da seguire può solo fare bene. Per non perdersi in mille strade, per rimanere concreti e non farsi scoraggiare.

Questo è il sito ufficiale di Randy Ingermanson, dove troverete la versione originale della sua intervista, dove spiega il suo metodo.

In cosa consiste il suo metodo?

Lui parte da un concetto matematico, ovvero da un particolare frattale: il frattale del fiocco di neve.

Il frattale del fiocco di neve

È difficile definire un frattale, ma Wikipedia lo riassume così: è un oggetto geometrico dotato di omotetia interna; si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale.

Guardando la figura del frattale del fiocco di neve, la spiegazione risulta più chiara. Ma cosa c’entra questo con la scrittura?

Per arrivare a quel frattale si parte da un triangolo, che poco alla volta muterà la sua forma – come spiegato da Wikipedia – fino a un disegno più complesso ma composto da figure simili all’originale.

Randy suggerisce di approcciarsi alla scrittura allo stesso modo: si parte da qualcosa di piccolo. Vediamo meglio come:

È necessario mettere nero su bianco le vostre idee, per rendervi conto se la vostra struttura – le vostre fondamenta – abbia dei buchi. So che l’impulso di scrivere subito la vostra storia è irrefrenabile, ma non scordatevi delle fondamenta: Randy vi suggerisce un procedimento che non vi faccia passare la voglia di lavorare sulle fondamenta. E non è poco! Ripeto, spesso ci si scoraggia prima ancora di cominciare!

Passaggio 1) Prendetevi un’ora di tempo per descrivere il vostro romanzo in una sola frase, ad esempio “Moglie tradita dal marito mette in atto un piano diabolico per vendicarsi”. La frase vi sarà utile per vendere il vostro romanzo in dieci secondi. Questo è anche il quadro generale, che corrisponde al grande triangolo iniziale nell’illustrazione qui sopra. Se puntate in alto, ovvero alla pubblicazione, questa frase sarà il vostro lasciapassare per l’editoria: non scrivetela tanto per fare, ma prendetevi tutto il tempo che vi serve per farla al meglio. Randy suggerisce anche alcuni suggerimenti per scriverla al meglio:

  • Più è corta e meglio è. Tentate di rimanere sotto alle 15 parole;
  • Per favore, non mettete i nomi dei personaggi! Meglio dire “una moglie tradita” invece di “Luisa Rossi” (e spero che nessuna Luisa Rossi che passi da qui si senta chiamata in causa 😊);
  • Collegate il quadro generale ad una storia in particolare. Quale personaggio ha più da perdere in questa storia? Ora, ditemi che cosa desidera ottenere..

Randy consiglia, per imparare, di leggere i riassunti in una riga nella lista dei bestsellers del New York Times. Secondo lui sono una forma d’arte: siete d’accordo?

Passaggio 2) Prendetevi un’altra ora ed espandete quella frase in un paragrafo completo che descriva l’ambientazione della storia, gli eventi principali e la fine del romanzo. Questa fase corrisponde al secondo stadio del fiocco di neve. Randy è un grande sostenitore della struttura “tre eventi e un finale”. Ogni evento ha bisogno di circa un quarto della storia per essere sviluppato, e il conflitto finale occupa l’ultimo quarto. Se questa struttura in tre atti piace anche a voi, allora dovete tenere a mente che il primo evento corrisponde alla fine del primo atto, il secondo evento è il momento centrale del  secondo atto, e provoca necessariamente il terzo atto che conclude il tutto. Va benissimo che il primo evento sia causato da circostanze esterne, ma il secondo e il terzo evento devono essere originati dai tentativi del protagonista di risolvere il conflitto.

Potrete poi usare questo paragrafo nella vostra proposta editoriale. Idealmente, il vostro paragrafo sarà composto da cinque frasi. Una frase darà l’ambientazione e la situazione iniziale. Poi, serve una frase per ciascuno dei tre eventi. Non confondete questo paragrafo con il testo della vostra quarta di copertina. Questo paragrafo contiene l’intera storia, mentre la quarta di copertina dovrebbe riepilogare solo il primo 25% del romanzo. Un po’ di dati tecnici, giusto per non tralasciare nulla e non peccare di superficialità.

Passaggio 3) Adesso avrete una visuale globale della storia. Di pari passo, create qualcosa di simile per le linee narrative di ciascuno dei vostri personaggi. I personaggi sono la componente fondamentale di ogni romanzo, e il tempo che investite nella loro progettazione preliminare vi ripagherà dieci volte tanto quando inizierete a scrivere. Per ciascuno dei personaggi principali, dedicate un’ora a scrivere una pagina che comprenda:

  • Il nome del personaggio;
  • Una singola frase che riepiloghi la linea narrativa del personaggio;
  • La motivazione del personaggio (che cosa vuole, in astratto?);
  • L’obiettivo del personaggio (che cosa vuole, in concreto?);
  • Il conflitto del personaggio (che cosa gli impedisce di raggiungere il suo obiettivo?);
  • L’epifania del personaggio (che cosa imparerà?, in che modo cambierà?);
  • Un riassunto più dettagliato (un paragrafo) della sua linea narrativa.

Potreste accorgervi quindi di dover riprendere e modificare la frase e/o il paragrafo riassuntivi. Fatelo! Questo è positivo: significa che il vostro personaggio vi sta dicendo qualcosa a proposito della storia. È sempre appropriato, in qualunque momento della fase di progettazione, riprendere e rivedere gli stadi precedenti. Se rivedete e correggete in questa fase, vi risparmiate di doverlo fare più tardi, su un voluminoso manoscritto di 400 pagine, ad esempio. A riprova che lavorare sulle fondamenta è inevitabile.

Non fatevi scoraggiare se tutto ciò non vi sembrerà perfetto o accattivante: lo scopo di questo metodo è non farvi perdere slancio e entusiasmo, verso il passo successivo. C’è tempo per tornare indietro e modificare qualcosa, una volta compresa meglio la storia. Anzi, state certi, accadrà sicuramente!

Passaggio 4) A questo punto dovreste avere un’idea abbastanza chiara della struttura di massima della vostra storia, e ci avete passato sopra solo un giorno o due. A dir la verità potreste averci già lavorato anche una settimana, ma non importa. Se la storia manca di coerenza, lo avrete già scoperto, ed è meglio che accorgersene dopo aver scritto pagine su pagine di una prima stesura che non sa manco lei dove andare a parare.

È ora di far crescere il frattale, ovvero la storia: espandete ogni frase del vostro riassunto in un paragrafo completo. Tutti i paragrafi, eccetto l’ultimo, devono concludersi con un evento, un conflitto, un problema. L’ultimo paragrafo deve raccontare come finisce il libro.  Esattamente come prima, avrete una visione globale della storia, ma molto più dettagliata. State espandendo il conflitto principale.

Passaggio 5) Prendetevi un paio di giorni per scrivere una descrizione di una pagina di ciascuno dei personaggi principali, e di mezza pagina per gli altri personaggi, proprio come avete fatto fino ad ora per la storia. Queste “sinossi dei personaggi” dovrebbero raccontare la storia dal punto di vista di ogni singolo personaggio. Come al solito, siete liberi di ritornare agli stadi precedenti e fare modifiche, man mano che imparate cose interessanti sui vostri personaggi e sulla vostra storia. Randy – nell’intervista – dice che questo è il passaggio che più preferisce, utilizzando queste sinossi anche nelle proposte di pubblicazione da mandare alle case editrici. Sostiene che gli editor amano le sinossi centrate sui personaggi, perché amano i romanzi costruiti sui personaggi: e da editor che sono posso solo confermare! ;-D

Passaggio 6) A questo punto avrete in mano una storia solida con numerose linee narrative, una per ciascuno dei vostri personaggi. Ora prendetevi una settimana ed espandete la sinossi di una pagina della vostra trama in una sinossi di quattro pagine. Fondamentalmente, dovete espandere ancora ogni paragrafo del passaggio 4: ecco che il frattale continua a crescere. Si potrà comprendere ancora meglio la logica generale della storia e prendere decisioni strategiche. A questo punto è molto facile che apporrete delle modifiche, come preannunciato nei primi punti.

Passaggio 7) Di pari passo, ora prendetevi un’altra settimana ed espandete le vostre descrizioni dei personaggi in una serie di vere e proprie mappe, che descrivano nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su di loro. Le solite cose: data di nascita, descrizione fisica, storia, motivazioni, obiettivi eccetera. Ma anche cose fondamentali per la buona riuscita del romanzo, come la sua evoluzione: come sarà cambiato ogni personaggio, alla fine del romanzo? Questa è un’espansione di ciò che avete elaborato al passaggio 3, e vi insegnerà molto su di loro. A furia di ripetermi, vi faccio notare che il frattale continua a crescere! Probabilmente riprenderete i passaggi da 1 a 6, perché i personaggi a questo punto si adatteranno alla storia che sta sempre più prendendo forma. Quando avrete finito questo procedimento – e secondo Randy ci potrebbe volere anche un mese intero di sforzi costanti per arrivarci – sarete pronti per la prima bozza.

Passaggio 8) A questo punto è ora di cominciare a fare sul serio. Prima di questo, ci sono un paio di cose che potete fare per rendere meno traumatica la stesura della prima bozza (se non vi fosse ancora passata l’ansia). La prima cosa da fare è prendere la sinossi in quattro pagine e compilare una lista di tutte le scene di cui avrete bisogno per trasformare la storia in un romanzo. E il modo più semplice di farlo è con un foglio di calcolo (Excel, per capirci). Create un foglio di calcolo dettagliando le scene che emergono dalla vostra sinossi in quattro pagine. Dedicate una riga ad ogni scena. In una colonna metterete il personaggio con il punto di vista. In un’altra colonna – piuttosto larga -, scrivete cosa succede. Se vi sentite estrosi, aggiungete altre colonne, per esempio quante pagine vi aspettate di scrivere per quella scena. Un foglio di calcolo è l’ideale, perché così riuscirete a cogliere l’intera linea della narrazione in una sola occhiata, e sarà più semplice spostare le scene per fare ordine.

Randy racconta che i suoi fogli di calcolo di solito finiscono per avere più di 100 righe, una riga per ogni scena del romanzo. Man mano che sviluppa la storia, ne crea nuove versioni. Tutto ciò è straordinariamente utile per analizzare la storia. Può volerci un’intera settimana per completare un buon foglio di calcolo. Quando avete finito, potete aggiungere ancora una colonna per i numeri di capitolo e assegnare un capitolo ad ogni scena.

Passaggio 9) Secondo Randy è facoltativo: lui ha ammesso di saltarlo ormai. Bisogna cominciare a scrivere una “descrizione narrativa” della storia. Prendete ogni riga del foglio di calcolo ed espandetela in una descrizione della scena, in più paragrafi. Metteteci ogni spunto di dialogo che vi viene in mente, e delineate il conflitto essenziale di ogni scena. Se non c’è conflitto, a questo punto lo scoprirete, e allora dovrete aggiungere conflitto o eliminare la scena.

Randy racconta che scriveva una o due pagine per capitolo, cominciando ogni capitolo in una nuova pagina. Poi stampava e metteva il tutto in un raccoglitore a fogli mobili, in modo da poter spostare facilmente i capitoli o rivederli senza pasticciare gli altri. Di solito questo procedimento gli occupava un intero weekend e il risultato finale era un massiccio documento di cinquanta pagine che rivedeva con la penna rossa mentre scriveva la prima bozza. Le buone idee che gli venivano nei momenti più disparati della giornata le annotava a mano nei margini di questo documento. Questo, comunque, è un modo abbastanza indolore di scrivere la temutissima sinossi dettagliata che tutti gli scrittori odiano. Ma è davvero divertente da sviluppare, se prima avrete completato il passo 1 e il passo 8. Onestamente Randy ammette di non sentire più bisogno di questo passaggio. Ma personalmente parlando lo trovo molto illuminante!

Passaggio 10) A questo punto, sedetevi e cominciate a buttar giù la vera prima bozza del romanzo. Vi stupirete della velocità con la quale procederete. Randy garantisce di aver visto scrittori triplicare di colpo la propria velocità di scrittura, producendo per di più una prima stesura di qualità migliore rispetto a quella di una terza stesura.

Randy ci tiene a parlare di creatività, che di fronte a tanta pianificazione potrebbe sembrare sparita: ci sono numerosi piccoli problemi logici di cui occuparsi. Come farà Tizio a scappare dalla casa in fiamme dove era entrato per salvare il gatto che non si trova? Questo è il momento di deciderlo! Ma è divertente, perché voi già sapete che la struttura generale del romanzo funziona. Così potete limitarvi a risolvere solo un numero limitato di problemi, e procedere con la scrittura relativamente in fretta.

Sempre nella sua intervista racconta che ha sentito un sacco di scrittori lamentarsi di quanto sia difficile scrivere la prima bozza. Sostiene che – senza eccezioni – è sempre perché non hanno idea di cosa debba succedere dopo: non c’è nessun motivo per passare 500 ore a scrivere una prima bozza che non va da nessuna parte, quando ne potete scrivere una solida in 150. Il trucco è tutto qui, come ampiamente ribadito.

Ha confessato anche che circa a metà della prima bozza, si prende una pausa e sistema le parti che non funzionano più nei documenti di progettazione. Certo, i documenti di progettazione non sono perfetti, e va bene così. I documenti di progettazione sono un insieme in evoluzione che cresce mentre voi sviluppate il vostro romanzo. Se state lavorando bene, alla fine della prima stesura probabilmente riderete di quel campionario di spazzatura amatoriale che erano i vostri documenti all’inizio. E sarete emozionati dalla profondità che la vostra storia ha raggiunto. Garantisce Randy!

Se volete approfondire le sue idee o leggervi la sua intervista vi rimando al sito (che ho linkato prima); se invece volete buttarvi sulla lettura del suo testo, potete comprarlo qui (è in lingua inglese).

Se invece volete un testo in italiano, che io trovo validissimo e che secondo me ogni esordiente dovrebbe leggere, vi suggerisco La trama. Come inventarla. Come svilupparla di Massimo Cassani. Massimo – tra le altre cose – collabora con La bottega di narrazione: anche una buona scuola di scrittura è un ottimo modo per imparare a sviluppare una trama e arrivare a scrivere un romanzo coerente. Nel caso vi sembri comunque troppo faticoso – o spaventoso – lavorarci da soli, un buon corso di scrittura potrebbe fare al caso vostro!

Come sempre, aspetto le vostre reazioni e i vostri testi!

Giovanna

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