Lezione 5 – Causa ed effetto

Ciao a tutti! Mi scuso per il giorno di ritardo: sto facendo di tutto per essere il più puntuale possibile, spero possiate perdonarmi! Oggi parliamo di causa ed effetto, come relazione vincente per una buona trama. È quindi un discorso sempre legato alla costruzione della trama, ma dedicato al procedimento logico che c’è dietro.

Si può dire che la trama è composta dagli avvenimenti narrati, ma non tutto ciò che si narra è decisivo. Ad esempio, ricevere una busta può essere un avvenimento quotidiano: bollette, multe, convocazioni di riunioni condominiali.. Un fatto che succede più o meno spesso, e che spesso non causa grossi avvenimenti.

Ben diverso è se si riceve la lettera per Hogwarts (quanti di voi la stanno ancora aspettando?): non si tratta più di un semplice avvenimento, ma di un grosso pilastro della storia. È proprio con questo che si intende una causa che produce effetti significativi. Senza lettera per Hogwarts Harry Potter non sarebbe mai partito, e vissuto le epiche avventure che tutto il mondo ama.

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Si può quindi dire che tutto ciò che scatena degli effetti diventa parte della trama: per costruire una trama bisogna quindi decidere cosa veramente conta da cosa è superfluo; bisogna decidere il modo con cui i fatti che contano si raccontano e si intrecciano tra di loro.

Come detto nelle lezioni precedenti, si dovrà creare un conflitto, che metta a dura prova il protagonista: in quest’ottica di causa ed effetto bisogna anche far arrivare al lettore l’importanza di questo conflitto, e dei fatti che sono ad esso collegati.

Per farlo, bisogna mostrare ciò che si vuole dire: le vostre idee devono diventare fatti. Un dialogo, un’azione, un evento che succede: senza fatti potrà anche essere un buon testo, ma non sarà mai narrativa. Si può anche parlare di scena: qualcosa che c’è per una precisa ragione, con un proprio significato, che deve essere mostrato in un preciso momento della narrazione. Che di conseguenza creerà altre scene. Alla fine avremo la trama. Ogni scena deve quindi far avanzare la trama.

Non c’è una regola precisa per scrivere le scene: possono essere più o meno lunghe, raccontare stati d’animo, comportamenti, anticipare qualcosa della scena successiva. È come un piccolo palcoscenico che racconta una piccola storia: anche in questo caso si potrà avere a che fare con un conflitto (che andrà ad alimentare il conflitto principale della storia). Bisogna stare attenti però a creare dei conflitti con una motivazione!

Bisogna anche stare attenti all’equilibrio dei conflitti: bisogna sempre lasciare il dubbio che il conflitto sia risolvibile o meno, altrimenti il finale è scontato. Persone, idee, comportamenti devo essere elementi di conflitto reali, plausibili.

Come capire se un’idea è buona? Come capire se può diventare una storia da sviluppare? Anche in questo caso, è giusto porsi delle domande: è una storia per me? È troppo personale? C’è una vera trama? Cosa c’è in gioco? Queste domande sono utili perché non tutte le idee vanno bene per ognuno di noi: io, ad esempio, non potrei mai scrivere una storia fantasy, perché non è un genere che mi appassiona. E come posso far appassionare un lettore se io per prima non mi appassiono? Risulta più valido che mai il vecchio suggerimento di scrivere solo di ciò che si conosce. Partite quindi da situazioni, ricordi e persone che possano stimolarvi: dovete esplorare qualcosa, non dare spiegazioni.

Bisogna però anche stimolare gli altri: per quanto io – ad esempio – trovi affascinante scrivere del mio mestiere (proprio come sto facendo con voi) devo riconoscere che non a tutti potrebbe piacere. Bisogna perlomeno porsi la domanda, perché non si può rimediare a un argomento troppo specifico, e di ridotto gradimento.

Per questo può essere utile prendere le distanze da un’esperienza che si vuole raccontare: sarà opportuno modificarla, anche a costo di sacrificare il vero andamento dei fatti. Bisogna guardarla con occhi estranei, di un potenziale lettore. È giustissimo partire dalla propria esperienza, a patto che riusciate a trovare un modo per renderla interessante anche a chi non vi conosce.

Usate queste domande per passare al setaccio le vostre idee: alcune verranno scartate, magari per altri tempi, ma ci sarà sicuramente qualcosa di buono che vale la pena di essere sviluppato. Basta una sola buona idea alla volta per procedere spediti verso la costruzione della trama.

Per approfondire l’argomento vi consiglio questi due testi:

L’arte della narrativa – David Lodge

Trame. Intenzionalità e progetto nel discorso narrativo – Peter Brooks

E voi, avete delle idee annotate nel vostro taccuino?

Giovanna

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