Stefano Corbetta – Sonno bianco

Ciao a tutti! Rieccomi con una bella recensione per voi! Il libro che vi presento oggi è Sonno bianco, di Stefano Corbetta. È pubblicato da Hacca edizioni, ha 288 pagine e costa 16 euro. Ho ricevuto il libro dalla casa editrice, ma questo ovviamente non influisce sul mio giudizio: non sono una persona che si fa corrompere facilmente (anche perché non mi mancano certo i libri)! 😉

Stefano Corbetta è mobiliere per tradizione, batterista per passione, scrittore per necessità. 47 anni, tre figli, due romanzi all’attivo.

Sul sito della casa editrice si trova la seguente sinossi: Emma e Bianca sono identiche, nel viso e nel corpo. Inseparabili. Finché un terribile incidente le divide e costringe Bianca in un letto di ospedale, dentro una bolla fatta di silenzio e attesa. Emma sarà allora costretta a crescere intrappolata nel sonno della sorella: ora la sua vita è soltanto il riflesso di quegli occhi spenti, un mondo fatto di sogni monchi e intenti non realizzati. Ormai adolescente, il teatro, la storia d’amore con il suo insegnante di recitazione e un piccolo pianista virtuoso, figlio dei vicini, non bastano più a rendere normale la sua esistenza. Perché a ricordarle la colpa, ci sono sua madre, che annientata dal dolore si è rifugiata nella solitudine della sua stanza per proteggere un segreto, e un padre che a fatica prova a preservare i fragili equilibri rimasti. Solo le note di Beethoven e Chopin, portate da un ragazzo gentile e attento, sembrano riempire quel vuoto in cui Emma sta scomparendo. Ma mentre un nuovo metodo di indagine scientifica cerca di aprire un varco nel sonno di Bianca, c’è chi a quella speranza ha deciso di opporre una resa. In una sostituzione di silenzi e congedi, ognuno si troverà a dover fare i conti con i propri rimorsi, e così tentare un nuovo inizio attraverso le parole e i suoni che sarà riuscito a custodire.

“Ma questo è spoiler”!, direte voi, ma in realtà poco e niente è stato detto. Il vero protagonista del romanzo potrebbe sembrare il dolore, ma non è così: attraverso il dolore l’autore racconta i rapporti tra persone, nelle quali è facilissimo immedesimarsi, a prescindere dalla tragedia che essi vivono. I personaggi sono ben costruiti: si sa poco di loro, ma si sa tutto del loro dramma. Vengono presentati in base al loro modo di reagire al dolore, e poco alla volta affrontano questo dolore, mostrando un’evoluzione interessante e non banale. Sono personaggi “normali”, che non fanno niente di speciale, ma perfettamente immaginabili: si può dire che prendono vita, come se uscissero dalle pagine per materializzarsi davanti a voi.

L’autore inoltre lascia una firma anche con il suo “stile”, molto particolare, fatto di metafore e di narrazioni in terza persona, che svelano però solo quanto basta. Si tende in alcuni punti ad abusare dei dialoghi e delle metafore, ma tutto sommato è una cosa che si nota poco e non genera fastidio nel lettore.

Il lavoro che l’autore propone con le sue pagine è paragonabile al Kintsugi, ovvero una tecnica di riparazione giapponese, che si applica sul vasellame: consiste nell’incollare i frammenti dell’oggetto rotto con una lacca giallo-rossastra naturale e nello spolverare le crepe che attraversano l’opera ricomposta con della polvere d’oro. Il risultato è strabiliante: il manufatto è striato d’oro, percorso da linee che lo rendono nuovo, diverso, bellissimo. La casualità determinata dalla rottura, rende gli oggetti redivivi, tutti differenti fra loro e dunque unici. Pagina dopo pagina, l’autore cosparge d’oro le ferite di questa famiglia, in un lento lavoro, che non si sa quando e come finirà. Il finale non è per nulla scontato. E non si potrà fare altro che rimanere a bocca aperta, proprio come di fronte a un vaso riparato con il Kintsugi: il dolore si supera, le ferite si chiudono, rimane solo il bello della vita. E per quanto possa sembrare una lezione banale, una frase da bacio Perugina, fa sempre piacere che ci siano autori a ricordarcelo in questa maniera.

L’autore non è un romanziere affermato, nel senso che non ha all’attivo decine di libri; eppure la qualità del suo libro è rara, superiore a tanti bestseller che si trovano nelle librerie. Chiunque passi da qui e abbia voglia di leggere qualcosa di scritto bene e estremamente toccante, DEVE comprare questo libro. Mi ringrazierete.

Giovanna

 

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