John Williams – Stoner

Ciao a tutti! Come state passando la quarantena? Spero che tante letture stiano allietando queste giornate difficili.. Oggi vi lascio una recensione della bravissima Alessandra, che condivide sempre con grande gioia le sue recensioni con me e con voi lettori! La trovate qui, andate a conoscerla!

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Stoner sembra essere il caso editoriale degli ultimi anni, tanto che una persona è portata a volerne intraprendere la lettura già solo per il successo inglobato dal titolo.

Addentrandosi nelle prime pagine ci si incomincia ad interrogarsi sul perché: la narrazione sembra essere piatta e nulla di eclatante. I personaggi presentati al suo interno danno l’impressione di abbandonarsi alla vita che conducono e al ruolo che ricoprono. Ma la situazione cambia poco prima della metà del romanzo, quando ci si è abituati al ritmo della scrittura di John Williams, e quando l’introduzione di ogni elemento necessario allo sviluppo della trama è già ampiamente superata ed inizia a formarsi un quadro corale che a lungo andare diventa familiare.

William, altrimenti detto Bill Stoner è un ragazzo come tutti gli altri che sceglie di dedicarsi al mondo universitario, sia come studente che come insegnante di letteratura inglese. Si sposa ed insieme a sua moglie da alla luce una bambina. Nulla di aggiunto a ciò che compare sulla quarta di copertina. Dunque,  perché Stoner è un’opera così declamata? La risposta è nascosta proprio nella monotonia e nell’ordinarietà di ciò che viene narrato, nel modo in cui l’autore riesce a discorrere su azioni che ogni giorno vengono date per scontate. John Williams, attraverso le sue parole lancia un messaggio quanto mai sottovalutato: la vita di ognuno di noi è preziosa, qualsiasi cosa accada, qualsiasi strada scegliamo di percorrere. Nel lavoro che Stoner svolge ho scorto tanta passione, dedizione ed amore, a simboleggiare che la letteratura può salvare, ma soprattutto ciò che si ama può salvare. Tuttavia compare una nota d’insoddisfazione, di rimpianto data dal tempo che scorre travolgendo gli avvenimenti e le persone.

La particolarità di questo romanzo è che inizia partendo dalla fine, ovvero tramite un flashforward che anticipa già l’epilogo della storia. Il lettore è quindi suggestionato a voler proseguire la lettura, non per sapere come va a finire, ma per capire in che modo si arriva a quel punto e cosa succede nel frattempo. John Williams è capace a narrare l’intera vita di un personaggio con così tanta facilità e scioltezza, da illuderci che sia altrettanto semplice vivere nella realtà concreta. Ho iniziato questo romanzo col pregiudizio negativo che si ha quando un’opera ha subìto l’influsso dei media. Ma mi sono ricreduta perché una volta chiuso, non riesco ad abbandonare l’idea dei personaggi che ho incontrato e sento di essere affezionata e legata a tutti loro. Non ce n’è uno da dover condannare, in quanto tutti potremmo conoscere Stoner: potrebbe essere nostro padre, nostro figlio, nostro fratello o il nostro professore. Qualora non riscontrassimo somiglianze tra Stoner e qualche nostro conoscente, probabilmente è perché Stoner siamo noi.

All’inizio avrei assegnato 3 stelline su 5 a questo libro, al termine 5, quindi facendo una media, il giudizio finale corrisponde a 4 stelline su 5.

Consigliato soprattutto a chi ha deciso di imboccare la strada universitaria, a chi l’ha terminata e ne sente nostalgia, a chi ama la letteratura (specialmente quella inglese) e a chi si lascia ispirare ogni giorno da essa. Per concludere questa recensione, direi che mi è venuta voglia di leggere Shakespeare! Perciò… vado!

Alessandra Nofi

Daniel Keyes – Una stanza piena di gente

Ciao a tutti! Oggi introduco una novità nel blog, ovvero ogni settimana ospito una recensione di colleghi blogger! Se volete propormi una recensione, scrivetemi a giovanna@bocconcinidicarta.com!

Inizio con Betta La Talpa, il cui simpaticissimo nome si basa su una metafora: goffa, curiosa, praticamente cieca. Potrebbe essere un topo da biblioteca, ma la talpa è sicuramente più simpatica! Ama molto anche scrivere, quindi direi che abbiamo tante cose in comune! Fate un salto nel suo blog! Non ve ne pentirete!

La recensione che ci propone è del libro Una stanza piena di gente, di Daniel Keyes. Buona lettura!

Giovanna

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Giulio Perrone – L’amore finché resta

Girando per vari blog letterali ho notato che va molto di moda etichettare tutto, prima ancora di raccontare qualcosa sulla trama: “un fantastico libro di formazione”, “un romanzo sul potere della rinascita”, “un romanzo sull’amore” etc etc. Non so a cosa sia riconducibile questa psicosi: sembra quasi che si tema che il lettore – senza un’etichetta precisa al romanzo – si senta spaesato e incapace di apprezzare una bella storia per quella che è. Questo fenomeno l’ho notato particolarmente per il nuovo romanzo di Giulio Perrone, dal titolo L’amore finché resta. Continua a leggere “Giulio Perrone – L’amore finché resta”

Paolo Roversi – Addicted

«Nessuno guarisce dalle proprie addiction. Tu dovresti saperlo meglio di chiunque altro. Le rinneghiamo, le teniamo a bada, e cerchiamo di dimenticarle relegandole in un angolo buio della nostra mente… Ma loro non se ne vanno, mai. Sono sempre pronte a ripresentarsi appena abbiamo un momento di debolezza

Ci sono libri che si ha voglia di rileggere immediatamente una volta finiti: personalmente ne ho trovati pochi. Addicted è uno di questi. Un titolo che suona come una promessa, mantenuta: questo libro ha creato in me una vera e propria dipendenza.

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Marco Bonini – Se ami qualcuno dillo

A tutti, nessuno escluso, sarà capitato di trovarsi di fronte a una persona senza avere il coraggio di dirle quello che si prova. Il nuovo libro di Marco Bonini parte proprio da questa considerazione, e non è un invito o un consiglio, ma un ordine categorico, che andrebbe seguito. Meglio rischiare una figuraccia o un rifiuto piuttosto che vivere con il rimpianto. Alle volte però le lezioni si imparano con le maniere forti, come accade a Sergio, uomo di acciaio, completamente incapace di esprimere sentimenti e gesti di affetto. Un infarto gli resetta la memoria, e al suo risveglio si ritrova un uomo dolce, premuroso, pieno di affetto. Il figlio Marco, che di riflesso ha assorbito questo modo di vivere asettico e senza amore, rimane perplesso di fronte a questo repentino cambiamento: saprà farne tesoro?

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Christian Garcin – Il volo del piccione viaggiatore

Ciao a tutti! Avevo appena finito di fare la ripianificazione dei miei articoli quando ho dovuto prestare il pc a mio padre, dato che il suo si è rotto e doveva fare cose urgenti a lavoro. Comunque, oggi me l’ha ridato e posso ricominciare a postare. Invece della lezione, oggi troverete una recensione, ma dalla prossima settimana sarà tutto come al solito: abbiate pazienza e perdonatemi! Avete avuto più tempo per gli esercizi di scrittura (a proposito, come procedono?)! 🙂

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Lezione 6 – Lo stile

Ciao a tutti! Oggi parleremo di qualcosa legato strettamente al concetto di scrittura, ovvero lo stile. È un termine che odio, e che tendo a non usare, perché generalizza troppo un concetto che invece è ben specifico. Soprattutto è un termine che si sente spesso usare in maniera inappropriata. Quante volte mi capita di sentire “mi piace il suo stile”, ma poi di fatto non è chiaro che cosa piaccia nello specifico. Per comodità parlerò anche io di stile, ma normalmente tendo a non usare mai questo termine, soprattutto nei miei giudizi. Continua a leggere “Lezione 6 – Lo stile”

Stefano Corbetta – Sonno bianco

Ciao a tutti! Rieccomi con una bella recensione per voi! Il libro che vi presento oggi è Sonno bianco, di Stefano Corbetta. È pubblicato da Hacca edizioni, ha 288 pagine e costa 16 euro. Ho ricevuto il libro dalla casa editrice, ma questo ovviamente non influisce sul mio giudizio: non sono una persona che si fa corrompere facilmente (anche perché non mi mancano certo i libri)! 😉

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Roberto Bertinetti – L’isola delle donne

Recensione di Alessandra Nofi

Mi aspettavo di entrare in un’isola abitata da nove personalità miscibili, invece ho attraversato un intero arcipelago di nove isole diverse, ognuna delle quali è presieduta da figure ben distinte tra loro.

Roberto Bertinetti è un professore universitario di letteratura inglese, per questo conosce bene le donne che descrive e ne propone un ampio ritratto, non solo individuale, ma sociale, andando a ricostruire una linea del tempo che procede in modo frammentario dal 1533 ad oggi.

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