Lezione 4 – Il tema e le idee

Buongiorno cari lettori! Come procede il vostro progetto? Vi è piaciuta la lezione di settimana scorsa? Oggi invece parleremo del tema centrale e dello sviluppo delle idee. È un lavoro diverso da quello di settimana scorsa: si tratta di ragionare sul perché avete deciso di scrivere.

Chiunque decida di scrivere, dovrebbe sapere cosa vuole ottenere, sia che si stia approcciando alla scrittura per la prima volta, sia che abbia già buttato giù delle idee. Il metodo di settimana scorsa è solo un esempio per avvicinarsi alla scrittura, ma non esiste solo quello: sebbene io paragoni sempre un libro da scrivere a una casa in costruzione, lo scrittore procederà in maniera molto meno scientifica di un architetto. Le idee cambiano, evolvono, a volte muoiono, rinascono completamente diverse e bisogna imparare a padroneggiarle per arrivare all’obiettivo.

Come già detto, rispondere alla domanda “Perché?” potrebbe aiutarvi. Il concetto di tema potrebbe aiutarvi. Con tema si intende il nucleo centrale attorno al quale viene strutturata la storia. Suggerisce allo scrittore la direzione da prendere e gli consente di capire quali siano le scelte più appropriate per lo sviluppo della storia. Il tema è l’unica cosa che non può essere astratta, indefinita, nella nostra testa. Vediamo i più ricorrenti:

  • Trama come tema: è riscontrabile in storie con rapido ritmo, di quelle che fanno voltare la pagina. Si punta tutto sul ritmo, sulla suspence, inseguimenti, catture, azione, verso la risoluzione finale. Personaggi, luoghi, e altri elementi diventano secondari. Un esempio? I romanzi di Ian Fleming, con protagonista James Bond: azione pura!

 

Il magnifico Sean Connery nei panni di James Bond
  • L’effetto come tema: è il contrario del caso precedente. Si punta sull’emozione, sul piacere provato dal lettore durante la lettura. Che tipo di emozione? Terrore, malinconia, amore, comicità.. Qualunque emozione, o anche più di una, basta che siano ben equilibrate. In questo caso viene lasciato meno spazio ai personaggi e alle idee, ma è comunque un genere molto venduto;
  • Lo stile come tema: come ben sapete, non mi piace parlare di stile, lo trovo riduttivo. Però ormai è una parola di uso così comune, e ben radicata nell’ambiente, che sono costretta ad adeguarmi (spiegherò meglio il perché della mia posizione). Ogni opera ha un suo stile, ma in alcuni casi ha un effetto talmente profondo da fare da filtro per tutto il resto, regalando al testo un motivo principale per essere ricordato. Lo stile è la firma di ogni autore, e per i libri può avvenire quello che succede con i grandi registi. Spesso basta poco per riconoscere i grandi nomi del cinema dietro a pochi secondi di scena;
  • Il personaggio come tema: succede quando il protagonista diventa il fulcro della narrazione: David Copperfield, Anna Karenina, ad esempio. Quanti libri portano come titolo il nome del protagonista? In questo caso si usa il personaggio per mostrare un’analisi approfondita dello spirito umano. È anche il modello più “facile” da realizzare, che offre maggiore possibilità di interagire tra i vari elementi narrativi;

Adesso si tratta di identificare l’idea, da adattare al vostro tema. Possono assumere forme diverse – come già detto -, evolversi, cambiare etc etc. Spesso diventano concetti complessi, che caratterizzeranno personaggi, trama, svolgimento. Anche in questo caso, vediamone alcune:

  • Il principio morale: qualsiasi opera che intenda persuadere il lettore ad accettare uno specifico principio morale determina in questo modo il suo tema. È molto facile cadere nell’errore di salire in cattedra e voler a tutti i costi dare una lezione al lettore. Le idee e la morale devono essere il risultato di una trama avvincente, personaggi ben costruiti e un racconto che sta in piedi. Non il contrario;
  • Dignità umana: la lotta per salvaguardare la dignità degli uomini è uno dei maggiori conflitti presenti in letteratura, proprio perché la natura umana è ricca di contraddizioni, che ben si prestano a essere esaminati. Normalmente il protagonista deve lottare per far valere i suoi diritti: può intraprendere una lotta esteriore (ad esempio condizioni disumane in cui si vive) o interiore (alla prese con un proprio demone);
  • Critica sociale: sono così tanti i mali che affliggono la società moderna, che uno scrittore potrebbe non resistere alla tentazione di filosofeggiarci sopra. Anche in questo caso non bisogna avere concetti astratti, per non rischiare di trasformare la storia in una fredda argomentazione divulgativa;
  • Natura umana e relazioni umane: ovvero l’analisi del singolo uomo e/o delle sue relazioni con il prossimo. Sono tante le difficoltà che si incontrano nell’istaurare, sviluppare o interrompere rapporti. Il rischio da evitare è quello di cadere negli stereotipi, o in personaggi troppo bizzarri, di difficile immedesimazione;
  • La formazione: ci si sofferma su un particolare evento e sui suoi effetti su un personaggio.

Questi sono alcune grandi categorie di temi e idee da sviluppare: si può giocare con esse, combinarle, trasformarle, ma costituiscono una prima mappa per addentrarvi nella foresta della scrittura.

Un testo imperdibile che approfondisce la questione è Avviamento all’analisi del testo letterario di Cesare Segre, considerato il miglior testo in circolazione sull’argomento.

Flannery O’Connor, scrittrice americana, descrive così il concetto di tema:

La gente parla del tema di una storia come se si trattasse dello spago con cui è legato un sacco di mangime per polli: se riesci ad acchiappare il tema come se fosse il capo giusto dello spago, la storia ti si riverserà addosso e potrai dar da mangiare ai polli. Ma non è questo il modo in cui il significato agisce nella narrativa. Quando puoi stabilire quali sia il tema di un racconto, scinderlo dalla storia stessa, allora stai pur certo che il racconto non è un granché. Il significato dev’essere incorporato nella storia, calato nel concreto. Il racconto è un modo per dire qualcosa che non può essere detto in nessun altro modo; per trasmetterne il significato, ogni singola parola è indispensabile. Le storie si raccontano perché una serie di considerazioni risulterebbe inadeguata. Se qualcuno ci chiede di cosa tratti una storia, l’unica è rispondergli di leggersela. Nella narrativa, il significato non è astratto, ma vissuto, e formulare considerazioni sul significato di una storia serve unicamente ad aiutarci a viverla con maggior pienezza. Gli altri non fanno che chiedere: “Qual è il tema del suo racconto? Aspettandosi poi una dichiarazione del tipo: “Il tema del mio racconto è la pressione economica della macchina sul ceto medio” o assurdità del genere. E quando l’hanno avuta, se ne vanno via contenti, senza più sentire il bisogno di leggerlo. Alcuni credono che una volta compiuta l’immersione nella storia si risalga al significato, ma per lo scrittore di narrativa l’intera storia è il significato, in quanto esperienza e non astrazione

Il testo è stato preso da Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere, di Flannery O’Connor. Minimun fax edizioni, traduzione di Ottavio Fatica.

E voi cosa ne pensate in merito? Cosa rispondete quando vi chiedono il tema della vostra storia?

Giovanna

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